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Il governo politico del Presidente

Napolitano Letta

In un imprevedibile scenario di stampo americano, con colpi di pistola sparati in piazza, davanti a Palazzo Chigi, il Governo Letta muove i suoi primi passi. Stampa e social network si affannano a presentare e criticare (positivamente o negativamente) il neonato governo a partire dai suoi componenti, dalla loro storia, dai loro meriti e dai loro limiti. Come se l’azione politica di un governo potesse essere determinato da questo o da quella, senza che il quadro entro cui i singoli si troveranno a operare ne segni la capacità di azione. E’ l’ultimo gioco di società di un dibattito politico ridotto a gossip. Per quel che ci interessa, possiamo limitarci a registrare che si tratta di un governo qualificato: ci sono competenze tecniche ed esperienze politiche di sicuro valore che i suoi avversari non possono sottovalutare.

Il fatto più rilevante, però, è la natura politica del governo, data non solo dalla composizione delle delegazioni ministeriali (entrambi i principali partiti che ne fanno parte vi sono rappresentati con i “numeri 2” della gerarchia interna), ma dall’ambizione del mandato: non ci sono scadenze, agende o vincoli per un governo che vorrebbe e potrebbe governare per l’intera legislatura.

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Primarie 2012: tanti modi di dire “politica e società”

Nei due giorni post-primarie si è parlato tanto di politica e antipolitica, di partecipazione e partiti, di leadership e popolo, di classi dirigenti ed elettori, di volontari/militanti e cittadini. Le primarie richiamano questo perché – in mancanza di meglio, di più articolato, continuo, sofisticato, organizzato, in modo più o meno hi-tech – rimane uno degli strumenti più potenti a disposizione del paese nel creare una relazione tra politica e persone.

1. Hanno finito col parteciparvi circa 3 milioni di italiani, ovvero l’6,2% per cento degli aventi diritto al voto del paese, l’8,5% dei votanti alle politiche del 2008, il 20% degli elettori di centro sinistra in quello stesso anno (conteggiando anche Italia dei Valori e Sinistra Arcobaleno; a tenersi larghi, insomma). Le primarie del partito democratico americano – negli Usa esistono da quasi un secolo – Continua a leggere

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Come diminuiamo gli introiti dei parlamentari? Aumentandogli lo stipendio

Immagine tratta da assicurazioniprestiti.com

Basta demagogia sui costi della politica, da non confondere con quelli della democrazia.  Gli eletti in questo paese devono guadagnare di meno, in nome dell’austerity e per rispetto di noi poveri precari, casalinghe, disoccupati e pensionati? No. Anzi, la mia idea è che dobbiamo aumentarli lo stipendio tabellare di 1000 euro al mese. Ecco però a quali condizioni, una volta tanto non demagogiche e che forse – otre la propaganda – determinerebbero un qualche risparmio concreto e maggiore trasparenza.

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Di ritorno da Siena

Di ritorno da Siena, sono ancora stravolta dal caldo, la stanchezza e la felicità. Sono stati due giorni intensi, in cui duemila persone, in una pubblica piazza, hanno parlato e soprattutto ascoltato. Le relazioni di sabato mattina, di Francesca Izzo e Cinzia Guido quella sul dopo 13 febbraio e di Francesca Comencini e Fabrizia Giuliani quella su maternità e lavoro hanno aperto i lavori. Tutte avevano a disposizione tre minuti per l’intervento. Tutte, davvero tutte, hanno rispettato i tempi. Cinquantacinque interventi il pomeriggio di sabato, a cui sono seguiti una quarantina di interventi domenica mattina.
Un metodo che è stato sostanza, come sempre accade. C’era a Siena una grande domanda di politica. Continua a leggere

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