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Cosa c’è in ballo domenica, un esempio sui prestiti universitari

Immagine tratta da corriereuniv.it

Molto spesso si dice che la politica non cambia nulla, su questo blog abbiamo cercato di dimostrare che non è così. Negli ultimi 30 anni ha cambiato molte cose, quasi sempre in peggio. Nel futuro, se ci getteremo questo trentennio conservatore alle spalle, potrebbe mutare in meglio le vite di tante persone.

Una parte cruciale dell’esistenza è rappresentata dalla formazione, prima la scuola e poi per alcuni anche l’università. E’ su questo che si gioca una parte considerevole della mobilità sociale ed è da questo, anche se non lo si dice quasi mai, che dipende la promozione del merito: perché un Paese dove i figli degli architetti fanno gli architetti, i figli dei farmacisti gestiscono le farmacie e chi ha un papà avvocato ha più possibilità degli altri di fare l’avvocato non è detto che i professionisti siano sempre bravi e competenti (si guardino qui i dati di Alfredo Amodeo). Così è l’Italia di oggi, ed è sempre di più così anche grazie alle politiche attuate prima dal governo Berlusconi e poi da quello Monti: i tagli alla formazione (più di 10 miliardi solo dall’inizio della crisi) e il drastico taglio dei fondi per il diritto allo studio sono tra le cause della diminuzione degli iscritti ai corsi universitari. E’ lecito sperare che un nuovo governo di centrosinistra inverta questa tendenza investendo nel sistema di diritto allo studio e nell’uguaglianza nell’accesso all’università e alla ricerca. A questo proposito, una lettera ricevuta di recente e la lettura del programma di Matteo Renzi mi hanno chiarito quale sia la posta in gioco nel ballottaggio delle primarie di domenica. Continua a leggere

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Primarie 2012: tanti modi di dire “politica e società”

Nei due giorni post-primarie si è parlato tanto di politica e antipolitica, di partecipazione e partiti, di leadership e popolo, di classi dirigenti ed elettori, di volontari/militanti e cittadini. Le primarie richiamano questo perché – in mancanza di meglio, di più articolato, continuo, sofisticato, organizzato, in modo più o meno hi-tech – rimane uno degli strumenti più potenti a disposizione del paese nel creare una relazione tra politica e persone.

1. Hanno finito col parteciparvi circa 3 milioni di italiani, ovvero l’6,2% per cento degli aventi diritto al voto del paese, l’8,5% dei votanti alle politiche del 2008, il 20% degli elettori di centro sinistra in quello stesso anno (conteggiando anche Italia dei Valori e Sinistra Arcobaleno; a tenersi larghi, insomma). Le primarie del partito democratico americano – negli Usa esistono da quasi un secolo – Continua a leggere

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