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Le riforme inevitabili

La disoccupazione giovanile nei diversi paesi del mondo, tratto da http://www.sbilanciamoci.info

Si sente molto parlare in questi giorni di “riforme inevitabili e dolorose” di cui il Paese ha bisogno: prima fra tutte la riforma delle pensioni e in generale il “dimagrimento” del welfare. Anche i commentatori radiofonici  più ascoltati (per esempio “l’indignato speciale” di domenica) si affrettano a dire che “il Paese ha vissuto al di sopra dei propri mezzi” e che ora bisogna cambiare stile di vita. Un’affermazione questa che, ogni volta che viene ripetuta da un commentatore-editorialista-giornalista, non fa che certificare la distanza dal Paese reale di chi la pronuncia: perché quello che succede da diversi anni è che diminuiscono anche i consumi alimentari mentre il 40% della popolazione è “vulnerabile alla povertà”, cioè non è povero al momento ma può diventarlo molto facilmente. Tuttavia, lamentarsi o, nella migliore delle ipotesi, descrivere la situazione non basta. Perché ci sono delle riforme davvero inevitabili da fare per evitare lo scenario di un Paese dove la maggioranza della popolazione diventa sempre più povera, insicura ed esclusa. Ne abbiamo già parlato varie volte (qui si possono leggere i nostri post sulla risposta possibile alla crisi) ma ci preme qui discutere alcune idee nuove.

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Se i 5 punti fossero questi

Il Presidente del consiglio Silvio Berlusconi si appresta a spiegare il suo programma in 5 punti con il quale intende rilanciare l’azione di governo. Noi di Italia2013 abbiamo provato a fare un gioco, abbastanza serio: immaginare cosa potrebbe dire un ipotetico Presidente del consiglio di centrosinistra se fosse al posto del leader del Pdl. Per comodità, abbiamo organizzato le nostre proposte in altrettanti 5 punti.

Lasciamo ora la parola al nostro Presidente del consiglio immaginario. Continua a leggere

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Idee per uscire dalla crisi: il salario minimo europeo

Un salario minimo garantito a tutti i cittadini dell’Unione, per far fronte all’aumento della disoccupazione in Europa, causata dalla crisi finanziaria del luglio 2007. Lo scrive Ivo Caizzi a pag. 6 del Corriere Economia di lunedì. Una proposta che la presidenza di turno belga, dal prossimo luglio a dicembre 2010, vuole portare all’attenzione dei 27 paesi comunitari come punto qualificante del proprio programma, dopo averla discussa al Parlamento nazionale, il mese scorso, su impulso del partito socialista, guidato da Elio Di Rupo, figlio di immigrati italiani, che aggiorna saltuariamente anche un suo blog, in lingua francese.
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E ora di pensare al reddito di base

La crisi colpisce duro, è ora di pensare a delle soluzioni. C’è una parte di popolazione che ci è arrivata stremata economicamente e umanamente  e che non è detto che ne uscirà mai: tutti quelli che hanno avuto lavori precari o sottopagati e hanno una certa età. A volte basta avere 40 anni per essere vecchi nel mondo del lavoro. Quindi nessun risparmio da parte, mutui esosi ancora da pagare e scarse possibilità di reinserimento lavorativo una volta che la crisi sarà passata. Una soluzione c’è e se ne parla da tempo.

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Quei poveracci dei precari italiani

L’Europa è sempre più ingiusta e l’Italia è uno dei paesi messi peggio. E dentro il nostro Paese quelli più a rischio sono, neanche a dirlo, i lavoratori precari. Continua a leggere

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