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Che riforme servono al Paese (e all’Europa)?

Cesare Damiano, ex ministro del Lavoro. Foto tratta da statoquotidiano.it

Quante volte negli ultimi anni abbiamo sentito usare l’espressione “le riforme inevitabili di cui il Paese ha bisogno”? In fondo, è per questo che è nato il governo Monti: per avere una maggioranza la più larga possibile che garantisse un consenso il meno critico possibile  verso un pacchetto di riforme giudicato come imprescindibile quantunque “doloroso”. Proprio da un governo di tecnici però ci si aspetta un legame molto stretto con i fatti e i risultati e non tutte le riforme attualmente in discussione (o peggio ancora, in fase di attuazione) pare che fossero così necessarie e inevitabili, quantunque dolorose lo siano state davvero. Ecco alcuni consigli di lettura e un paio di domande a chi si candiderà alle primarie del centrosinistra.

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La riforma del mercato del lavoro, una nuova mazzata per precari e lavoratori indipendenti. L’appello del Quinto Stato

Appello contro il ddl Fornero e per una nuova idea di lavoro e welfare.

Siamo lavoratrici e lavoratori della conoscenza, dello spettacolo, della cultura e della comunicazione, della formazione e della ricerca, autonomi e precari del terziario avanzato. Lavoriamo con la partita IVA, i contratti di collaborazione, in regime di diritto d’autore, con le borse di studio, nelle forme della microimpresa e dell’economia collaborativa. Siamo cervelli in lotta, non in fuga, ovunque ci troviamo. Ci occupiamo di cura della persona, della tutela del patrimonio artistico. Ogni giorno produciamo beni comuni intangibili e necessari: intelligenza, relazioni, benessere sociale. Continua a leggere

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Togliere ai padri senza dare ai figli, cosa c’è per i precari nella riforma del lavoro.

Abbiamo seguito il plasmarsi della riforma del lavoro con un’attenzione che a tratti si è fatta ansia. L’abbiamo rincorsa dietro alle dichiarazioni (tutte altisonanti) dei Ministri del Governo e interpretata da documenti che erano  prima “linee guida”, poi un “documento di policy” approvato dal Consiglio dei Ministri, ma mai testi definitivi. Le dichiarazioni promettevano meraviglie e svolte epocali. I testi circolati le smentivano.

L’attesa di un testo di legge, dunque, non era pignoleria: serviva per capire cosa questa riforma prevedesse davvero soprattutto per coloro in nome dei quali è stata sbandierata. Per i giovani e per i precari.

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La precarietà non si cura con l’Aspi-rina. Riflessioni sulla riforma del mercato del lavoro ora in discussione

Immagine tratta da http://www.nextme.it

Fitto mistero intorno all’Aspi, l’Assicurazione Sociale Per l’Impiego, il nuovo ammortizzatore firmato Elsa Fornero. A chi va? Cosa prevede? Cosa cambia?
La premessa, antipatica, ma necessaria riguarda l’opacità che avvolge le intenzioni di riforma del Governo. Fino a pochi giorni fa sia riguardo ai contratti d’ingresso al lavoro, sia rispetto agli ammortizzatori sociali si rincorrevano indiscrezioni in un vuoto di proposte ufficiali. Sull’articolo 18 questa incertezza perdura. Niente di fisiologico, né sopportabile.
Una riforma del mercato del lavoro ha, inevitabilmente, ripercussioni importanti nel quotidiano di ciascuna e ciascuno. Non c’è tecnicismo che tenga: si tratta di cose destinate a cambiare da subito e profondamente le nostre vite. Perchè, allora, sottrarre questo tema al dibattito pubblico? Perché negarlo a una discussione informata e competente che consenta a tutti di sapere e magari di esprimersi? Continua a leggere

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Ricostruire le parole della scuola

"Ringraziamo tutti i genitori per l'acquisto della fotocopiatrice". Roma, cancello di una scuola elementare. Foto Italia2013

Quanto le scuole abbiano bisogno di essere di nuovo al centro di un’attenzione positiva non c’è neppure bisogno di ricordarlo. Basta rievocare, nell’autunno ed inverno 2011,  le immagini degli studenti sulle piazze e sui tetti, armati come scudi dei loro libri, che difendevano i loro luoghi di formazione.

Ascolto ed attenzione da parte  del nuovo ministro non sono mancati  e si sono già tradotti in alcuni atti significativi, ad es. il rilancio del “Piano per il sud” con i ministri Profumo e Barca, ma soprattutto la scuola, l’università e la ricerca sono entrate a pieno titolo nel Decreto del 27 gennaio il cosiddetto “Cresci Italia”.

Ci sono entrate, tra l’altro,  con due parole, “organico” ed “autonomia” che in questi anni sono state o svuotate di significato, vedi l’autonomia, o usate contro la scuola, vedi il taglio degli organici.

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Le riforme che salvano la vita

La traduzione in italiano del testo nel corso del post

A che serve la politica? Se lo chiedono in tanti e spesso si rispondono: a nulla, e i soldi a chi la fa sono sprecati. Degli stipendi di chi ricopre cariche politiche abbiamo già parlato, oggi vorremmo trattare invece dell’oggetto della politica, cioè le politiche. E vorremmo farlo attraverso la foto qui accanto che spiega in poche frasi gli effetti della riforma sanitaria approvata dall’amministrazione Obama. Una legge di cui parlammo in un post a proposito di “riforme che cambiano la vita”: quelle leggi che mutano le condizioni di vita, in meglio, delle persone e che segneranno positivamente la loro biografia. Come la scuola media unica o gli asili nido nella storia recente di questo Paese. E’ di queste riforme che ci piacerebbe si parlasse e con idee così vorremmo che la sinistra si presentasse alle prossime elezioni. Ma veniamo alla storia di questa foto, traducendo prima di tutto il cartello. Continua a leggere

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