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Ricostruire le parole della scuola

"Ringraziamo tutti i genitori per l'acquisto della fotocopiatrice". Roma, cancello di una scuola elementare. Foto Italia2013

Quanto le scuole abbiano bisogno di essere di nuovo al centro di un’attenzione positiva non c’è neppure bisogno di ricordarlo. Basta rievocare, nell’autunno ed inverno 2011,  le immagini degli studenti sulle piazze e sui tetti, armati come scudi dei loro libri, che difendevano i loro luoghi di formazione.

Ascolto ed attenzione da parte  del nuovo ministro non sono mancati  e si sono già tradotti in alcuni atti significativi, ad es. il rilancio del “Piano per il sud” con i ministri Profumo e Barca, ma soprattutto la scuola, l’università e la ricerca sono entrate a pieno titolo nel Decreto del 27 gennaio il cosiddetto “Cresci Italia”.

Ci sono entrate, tra l’altro,  con due parole, “organico” ed “autonomia” che in questi anni sono state o svuotate di significato, vedi l’autonomia, o usate contro la scuola, vedi il taglio degli organici.

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Il problema dell’analfabetismo funzionale in Italia

Quando parliamo di cultura e di consumi culturali, ma anche quando parliamo di politica, facciamo finta di non ricordarci un dato che ogni tanto si conquista qualche trafiletto sui giornali: la stragrande maggioranza degli italiani o di fatto non sa leggere oppure legge ma non riesce a comprendere il significato dei suoni che riproduce. I giornali, i libri, il teatro, tutto ciò che ha a che fare con la conoscenza scritta sono appannaggio di un 20% della popolazione. In tutto il mondo industrializzato solo lo stato del Nuevo Léon, in Messico, riesce a fare peggio di noi.

Scrive Tullio De Mauro che da anni si occupa delle ricerche sull’analfabetismo funzionale, che “soltanto il 20 per cento della popolazione adulta italiana possiede gli strumenti minimi indispensabili di lettura, scrittura e calcolo necessari per orientarsi in una società contemporanea”. I dati sul resto della popolazione fanno paura: il 5% di chi ha tra i 14 ed i 65 anni non sa distinguere una lettera da un’altra o una cifra da un’altra; il 38% riesce a leggere con difficoltà, quando si tratta di singole scritte o cifre. Continua a leggere

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