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Quanto costa la precarietà

Mappa della Danimarca, patria della "Flexicurity". Foto tratta dal sito dell'Unione Europea

Una volta una persona lavorando migliorava gradualmente le proprie condizioni di vita: comprava la casa, la macchina, andava in vacanza, si curava meglio, cresceva dei figli. Oggi si continuano a fare queste cose, anche se un po’ meno, soprattutto grazie al risparmio della propria famiglia. Uno dei motivi è un particolare aspetto della precarietà quasi sempre dimenticato: non solo il lavoro è saltuario, non solo ci sono periodi anche lunghi senza reddito, non solo quando si viene pagati lo stipendio è molto basso. No, c’è un altro fattore: lo stipendio del precario non aumenta mai, non si adegua neanche lontanamente né all’inflazione reale né a quella programmata. E questo ha un costo, vediamo quant’è e vediamo quanto sono realistiche alcune proposte sul mercato del lavoro di cui si parla molto. Continua a leggere

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Quattro punti a proposito di Ed Miliband

1. La prima notizia è che ben due figli di Ralph Miliband – non uno, due: Ed e David – si sono battuti per divenire segretari del partito laburista. Chissà cosa avrebbe pensato il padre, uno dei grandi pensatori marxisti del secondo ‘900, fondatore della New Left Review e soprattutto autore di un libro (certo, non la sua opera più importante) dal titolo Parliamentary Socialism: A Study of the Politics of Labour, nel quale criticava aspramente il parlamentarismo del Partito Laburista. Le sue tesi divennero la base teorica sulla quale si formarono i leader della New Left britannica, in opposizione al governo laburista eletto nel 1964. Ralph – che potete salutare al cimitero di Highgate a Londra, proprio accanto alla tomba di Marx – non avrebbe votato per nessuno dei due figli; la madre, Marion Kozak, avrebbe confessato a Ed che nel primo ballottaggio la sua preferenza sarebbe andata a Diane Abbott, la rappresentante dell’estrema sinistra del partito. Continua a leggere

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