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Oggi si sciopera in Spagna, domani in Europa?

"sciopero generale". Foto tratta dal quotidiano El Pais

Lo sciopero generale di oggi in Spagna si tiene in uno contesto paradigmatico: con un’evidenza che non potrebbe essere maggiore, emerge la natura della crisi democratica in cui versa l’Europa contemporanea. Da un lato, infatti, c’è una cittadinanza che sta cominciando a mostrare di non condividere la strada intrapresa dal Governo nazionale: la sconfitta (perché di questo si tratta) del Partido Popular (Pp) alle regionali in Andalusia e nelle Asturie è stata il preludio alla mobilitazione odierna. Dall’altro lato, risulta chiaro che ciò che davvero conta per orientare le decisioni dell’esecutivo di Mariano Rajoy non è l’opinione dei governati, ma quella dei poteri reali che, in questa fase, determinano le sorti del nostro continente: il conglomerato egemonico formato dai governi dei Paesi «forti» dell’Unione europea, della Commissione, della Banca Centrale e, ormai, anche del Fondo Monetario Internazionale.

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La precarietà non si cura con l’Aspi-rina. Riflessioni sulla riforma del mercato del lavoro ora in discussione

Immagine tratta da http://www.nextme.it

Fitto mistero intorno all’Aspi, l’Assicurazione Sociale Per l’Impiego, il nuovo ammortizzatore firmato Elsa Fornero. A chi va? Cosa prevede? Cosa cambia?
La premessa, antipatica, ma necessaria riguarda l’opacità che avvolge le intenzioni di riforma del Governo. Fino a pochi giorni fa sia riguardo ai contratti d’ingresso al lavoro, sia rispetto agli ammortizzatori sociali si rincorrevano indiscrezioni in un vuoto di proposte ufficiali. Sull’articolo 18 questa incertezza perdura. Niente di fisiologico, né sopportabile.
Una riforma del mercato del lavoro ha, inevitabilmente, ripercussioni importanti nel quotidiano di ciascuna e ciascuno. Non c’è tecnicismo che tenga: si tratta di cose destinate a cambiare da subito e profondamente le nostre vite. Perchè, allora, sottrarre questo tema al dibattito pubblico? Perché negarlo a una discussione informata e competente che consenta a tutti di sapere e magari di esprimersi? Continua a leggere

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Sette domande polemiche sulla riforma del mercato del lavoro

Foto tratta da antonioconsoli.wordpress.com

Il dibattito sulla riforma del mercato del lavoro va avanti. La scorsa settimana sul Corriere della Sera un gruppo di ventenni ha scritto al presidente Monti concordando con le sue proposte volte, secondo loro, a “tutelare un po’ meno chi è oggi tutelato e tutelare un po’ di più chi oggi è quasi schiavo nel mercato del lavoro o proprio non riesce ad entrarci” e quindi incoraggiandolo a procedere alla riforma dell’articolo 18 “senza tabù” come oramai dicono in molti. Gli hanno risposto altri giovani, quelli del comitato “Il nostro tempo è adesso”, ponendo 10 domande concrete e contestando la separazione tra “garantiti” e precari.

Per capirci meglio sugli obiettivi e sulle possibili conseguenze della riforma del mercato del lavoro e sul suo impatto sull’economia vale la pena porsi 7 questioni, che qui scriviamo volutamente in forma brutale e polemica per suscitare una discussione la più possibile concreta e sincera.

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articolo 18 un buon motivo per non perderlo – un anno da dipendente in una grande multinazionale

Articolo 18, un anno da dipendente di una grande multinazionale (il video)

Con particolare soddisfazione alla fine di questo mese di gennaio si è conclusa la mia breve carriera (un anno esatto) di lavoratore dipendente. La soddisfazione è stata reciproca. Per l’azienda che si è liberata di un lavoratore indisciplinato e per me che ho ricevuto una lauta buonuscita.
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di | 23 febbraio 2012 · 10:03