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Immobile sarà lei. Perché in Italia se nasci povero ci rimani.

In questo paese una analisi seria da parte della classe dirigente sulla condizione di quotidiana precarietà cui sono condannati donne, giovani e meno giovani rispetto alla dimensione dei diritti sociali e del lavoro, continua a rimanere un’utopia. Siamo passati dalla polemica sui bamboccioni di Tommaso Padoa Schioppa alle esternazioni del trio Monti, Martone, Cancelleri, passando per quelle della triade Berlusconi, Sacconi, Brunetta. Uscite che hanno trasmesso un’idea umiliante di questo paese descritto come pigro e privo di dinamismo sociale ed economico. Un paese in cui i più giovani (ma non solo loro) non vorrebbero mai recidere il cordone ombelicale con la famiglia, desidererebbero rimanere parcheggiati all’università, avere la sicurezza del posto fisso e, per finire, difendere i privilegi assicuratisi negli anni attraverso l’articolo 18. In poche parole, punti di vista che sembrano rientrare, più che nel campo dell’analisi, in quello dell’illusionismo, ovvero dell’arte di sviare l’attenzione dirigendola verso un punto per distogliendola, una volta ancora, da altri. Continua a leggere

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Perché il sud non cresce (e l’articolo 18 non c’entra)

Il palazzo della Regione Campania. L'inefficienza e il clientelismo della pubblica amministrazione è una delle maggiori ragioni del mancato sviluppo. Foto tratta da dirittiregionali.org

Di fronte all’attuale drammatica situazione del Mezzogiorno negli ultimi anni l’attenzione del Governo e del dibattito pubblico è stata invece a corrente alternata con un “effetto spiazzamento”: all’inversione ciclica si sono sommate debolezze strutturali che affondano le radici nel tempo e che si sono aggravate nell’attuale congiuntura mentre le politiche di sviluppo sono state radicalmente depotenziate. Continua a leggere

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Il vento che soffia dal sud. Il Mezzogiorno perso tra recessione e ribellismo

Il porto di Napoli. Foto tratta da http://www.porto.napoli.itIl porto di Napoli. Foto tratta da http://www.porto.napoli.it

Se sul reale spirito di cambiamento del Movimento dei forconi si possono nutrire dubbi per le biografie delle persone che si sono fatte promotrici delle azioni di protesta, è altrettanto evidente come questi eventi segnalino la rottura nel Mezzogiorno di equilibri politici e sociali.

Tutte le analisi socio-economiche condotte negli ultimi anni descrivono infatti un’Italia in cui coesistono un Nord con livelli di benessere in linea con la realtà europea e un Sud con rischi di povertà o esclusione prossimi a quelli del Nord Africa.

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