TQ trailer (semiserio)

Non so voi, ma io detesto gli spoiler: quelli che tu sei ancora a pagina 7 e loro ti dicono chi è l’assassino; quelli che ti spiegano una poesia prima di leggerla; quelli che cantano sopra una canzone, anticipando sempre due o tre parole per farvi vedere che la sanno tutta.

Insomma: non voglio rovinarvi la sorpresa. E non voglio nemmeno imbracare le pagine che seguono con giustificazioni non petite. Siccome ci abbiamo lavorato tre mesi (dal vivo, in streaming, in rete, via skype), ci abbiamo perso il sonno (se dieci ore consecutive di riunione vi sembran poche…); siccome quello che avevamo da dire lo abbiamo messo nero su bianco (e altro ancora, si spera, diremo), non appoggerò il mento sulle vostre spalle per seguirvi passo passo nella lettura, interrompendovi ogni tanto per chiarire la vera intenzione di quella o quell’altra frase.

Non dirò nemmeno del prequel, ovvero di quando, il 29 aprile scorso, nella sala riunioni della casa editrice Laterza, un centinaio tra scrittori, critici, editori si sono seduti intorno a un tavolo, non per dibattere di questioni estetiche, ma per provare un ragionamento politico comune; non dirò che alcuni erano molto dubbiosi e solo strada facendo hanno scoperto consonanza ed enstusiasmo; non dirò che altri, inizialmente persuasi, hanno preferito uscire prima dei titoli di testa. Non dirò, infine, chi deve ancora mettere i soldi della pizza o chi li ha anticipati per aprire il sito.

In tutta tranquillità dico che TQ, prima ancora di nascere, già sapeva di non essere in solitudine.

Siamo, sono in molti ad aver fatto almeno un passo per andare oltre la linea d’ombra, per guarire dall’indifferenza collettiva, dalla disaffezione; dal cinismo sarcastico di una lunga stagione di individualismo. Siamo, sono in molti a dire che il primo luogo della cultura è la scuola pubblica, ma non l’unico: perché sono cultura le politiche sociali, è cultura un’opinione pubblica capace di riconoscere e dare un nome al razzismo, al ricatto, allo sfruttamento, al sessismo; è cultura saper distinguere tra concessione e diritto; tra privilegio ed esclusione. Siamo, sono in molti a sentire che non basta rimettere in circolo parole come “rappresentanza”, “pluralismo”, “condivisione”, ma che occorrono nuove relazioni sociali e umane, nuove pratiche politiche, una nuova idea di comunità. Siamo, sono in molti a credere che la custodia e la valorizzazione dei beni comuni ci impongono il dovere morale della partecipazione. Siamo, sono in molti, anche fuori dai confini nazionali, a pensare che il tempo della diagnosi e del lamento va insieme al tempo della costruzione e dell’entusiasmo, e TQ è e sarà nuova nel modo in cui riuscirà a ridare un senso alla parola democrazia, ridotta a poco più di un brand da esportazione.

Buona lettura (l’appello è qui)

(Sara Ventroni)

1 Commento

Archiviato in cultura e ricerca, democrazia e diritti, letture, partiti, sinistra

Una risposta a “TQ trailer (semiserio)

  1. Barkokeba

    Il tutto un po’ criptico. Molto interessante, però

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