Archivi del mese: Mag 2012

Cultura e democrazia. Alcune idee per le politiche dell’area metropolitana.

Tre dati servono a spiegare meglio di ogni altra cosa lo stato della cultura oggi in Italia e la necessità di investire in questo campo. Il primo riguarda i tagli dei fondi pubblici, secondo la ricerca Symbola-Unioncamere, c’è stata una riduzione del 32,5% negli ultimi dieci anni. Il secondo dato riguarda la domanda delle famiglie in questo settore che è cresciuta di più del 24% nello stesso periodo. E’ un “consumo”, quello culturale, che non risente della crisi, eppure il sistema pubblico decide di non investire in questo campo. Il terzo dato ha a che fare anche con la democrazia di questo Paese: secondo l’Ocse, il 50,9% dei ragazzi e delle ragazze tra i 15 ed i 18 anni è al di fuori del “letteralismo”cioè legge, ma non capisce bene quello che legge. La cultura è sì un ottimo investimento economico (secondo i britannici ogni sterlina spesa in questo settore ne frutta 1,6 in ricavi) ma è anche una necessità imprescindibile per la cittadinanza: una ragazza o un ragazzo, così come degli adulti o degli anziani, che sono analfabeti funzionali sono anche dei cittadini di serie b. Continua a leggere

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Primarie ma anche idee nuove. Le lezione di Como, l’ex “Mugello del centrodestra”

Il nuovo sindaco di Como, dal sito delle primarie. http://primarie.como.it

«Non c’è vento favorevole per chi non sa in che porto vuole andare», con questa citazione di Seneca Bruno Magatti della lista Paco-SEL commentava il risultato, obbiettivamente eccezionale, delle elezioni comasche. Questa frase rappresenta il senso delle amministrative comasche, un ribaltamento assoluto in una città governata da 20 anni dal centrodestra, in cui l’ultima (ed unica) giunta del centro-sinistra (durata pochi mesi) era quella guidata dall’onorevole Renzo Pigni, ex Psiup. Parliamo dell’inizio degli anni ’80, praticamente un’era geologica fa.

La citazione di Seneca con cui abbiamo aperto la nostra riflessione esprime un concetto importante, una lezione che non vale solo per un’impresa “impossibile”, come quella lariana, ma è utile anche in chiave nazionale e regionale meritando una riflessione oltre i commenti a caldo. Continua a leggere

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La mafia è cresciuta, l’Italia no. Quanto pesa l’economia mafiosa sul sottosviluppo italiano..

immagine tratta dal blog di Gianni Allegra, gianniallegra.blogspot.com

Oggi sono 20 anni dall’omicidio di Giovanni Falcone, Francesca Morvillo e della loro scorta: Vito Schifani, Rocco Dicillo, Antonio Montinaro. Lasciamo ad altri, più titolati di noi in tal senso, il ricordo delle vittime e la ricostruzione del loro contributo alla lotta alla mafia. Parliamo invece di un aspetto della criminalità organizzata che il pool di Palermo, forse per primo, mise in luce: la penetrazione dell’economia legale, la cosiddetta “mafia dei colletti bianchi” che proprio dalla fine della strategia stragista degli anni ’90 diventò ancora più rilevante. Oggi ci sono dei dati che ci aiutano a capire l’entità del fenomeno e i danni che procura non solo all’economia ma anche alla democrazia di questo Paese.

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Letture a 5 stelle. Qualche elemento per capirne di più sul “fenomeno Grillo”

E’ presto per aggiungere altre valutazioni sul successo delle liste del Movimento 5 stelle rispetto a quello che già scrivemmo dopo il primo turno. Ci limitiamo qui a segnalare alcune letture interessanti per farsi un’idea, senza nessuna pretesa di essere esaustivi e con lo scopo di contribuire alla conoscenza e alla riflessione. Questo articolo di Micromega di qualche tempo fa fece arrabbiare il comico genovese. Si ricostruisce la rete di relazioni che sta dietro alla nascita del Movimento 5 Stelle. Continua a leggere

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In piazza il 26 maggio contro la precarietà

Sostiene questo Paese con idee, desideri, progetti, volontariato, azioni concrete, scopre nuovi mondi e inventa il futuro eppure è sempre disoccupata, in cerca di lavoro, precaria, senza stipendio.
Studia per dare il meglio di sé e migliorare le vite di tutti e di tutte, ma una volta laureata è costretta ad andarsene.
E’ composta di giovani donne che vivono in un Paese ancora a misura di vecchi modelli maschili, giovani donne che non trovano alcuna opportunità.
Produce ricchezza e non ha niente in cambio: i giovani operai perdono il lavoro; i piccoli imprenditori sono costretti a chiudere l’attività.
Lavora ma in nero e sul lavoro rischia la propria vita e a volte la perde, perché non ci sono tutele e perché allo Stato e alle imprese spesso non interessa investire in sicurezza.
L’arricchiscono ragazzi nati in Italia da genitori immigrati in Italia e che non sanno se in futuro saranno riconosciuti italiani. Continua a leggere

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Dal 6 maggio al 2013. Riflessioni per il futuro basate sulle ultime elezioni amministrative.

Queste elezioni amministrative sono l’ultimo grande test elettorale di rilievo prima delle elezioni parlamentari, sia che esse si svolgano alla scadenza naturale nella primavera del 2013 sia che vengano anticipate al prossimo autunno. In attesa dei ballottaggi di domenica e lunedì prossimi, si possono cominciare a fare alcune valutazioni utili proprio in vista della battaglia nazionale che, di fatto, è già cominciata. In questo compito ci aiutano le analisi svolte dal Centro Italiano Studi Elettorali (CISE) della Luiss. Continua a leggere

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L’uso elettorale della “vita”. A proposito della marcia di ieri.

Gianni Alemanno, presente alla marcia di ieri. Foto tratta da Wikipedia.

Racconta bene Maria Novella De Luca su La Repubblica di oggi “ sognano di avere numeri americani e che la battaglia anti-abortista irrompa nella prossima campagna elettorale”. Ci risiamo. Ciclicamente, potremmo dire ad ogni tornante significativo della vicenda politica italiana, l’aborto torna ad essere oggetto di contesa ideologico-politica. E’ successo quando la sinistra postcomunista si avvicinava alla soglia del governo, con la lettera di Massimo D’Alema a Carlo Casini (quello del movimento della Vita) su Famiglia Cristiana, correva l’anno 1995. Sembrava che un nuovo scenario politico italiano e le alleanze necessarie dovessero passare anche attraverso un accordo sulle modifiche alla legge 194. prima un appello di autorevoli femministe dal titolo “La prima parola e l’ultima”, poi una grande manifestazione il 3 giugno a piazza di Siena a Roma archiviarono quel tentativo.

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