Archivi del mese: luglio 2009

L’Italia dopo Berlusconi

Vi siete mai chiesti come sarebbe l’Italia dopo la fine del dominio politico di Berlusconi? Il Financial Times, con questo articolo dello studioso Geoff Andrews, risponde: più o meno lo stesso. Andrews aveva scritto nel 2005 un libro dal titolo eloquente: “Non un paese normale: l’Italia dopo Berlusconi”. E nel 2005 era lecito porsi la domanda, dopo l’11 a 2 delle regionali e dopo anni di governo disastroso ci si poteva chiedere cosa ci sarebbe stato dopo. Dopo, putroppo, c’è stata una serie lunghissima di errori del centrosinistra e un grande recupero di Berlusconi. Oggi Andrews torna alla carica e spiega perchè Berlusconi non è l’unico dei nostri problemi.

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Il privato, la politica

Cecilia D’Elia, dal sito di Sinistra Democratica

Berlusconi ha dunque ammesso di non essere un santo. Lo ha detto strizzando l’occhio agli uomini italiani, cercando la loro solidarietà e l’ammirazione per un maschio capace ancora di godersi la vita, nonostante l’età.
Ancora una volta si rivolge da complice e amico al paese. Operazione che gli è spesso riuscita, dal conflitto di interessi alla disinvoltura di alcuni suoi affari. Ammiccamento continuo, che ha trasformato l’Italia. Il suo personale potere si è costruito anche sulla capacità di forgiare a sua immagine e somiglianza – o quanto meno di interpretare – la società italiana. Berlusconi ne ha segnato l’immaginario, ne ha mutato il costume. Continua a leggere

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Quando lo stupro viene dalla porta accanto

In molti si sono stupiti quando è emersa l’identità dello stupratore seriale di Roma: una persona apparentemente bene inserita e che conduceva una vita assolutamente normale, così normale da essere diventato responsabile di un circolo del PD. Paolo Fallai, in questo articolo sul Corriere della Sera, ci invita a riflettere sulla sua storia e su quella di Romulus Mailat, lo stupratore assassino di Giovanna Reggiani. Continua a leggere

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Sul ddl Sicurezza

Con il nuovo pacchetto sicurezza si crea un filone del diritto applicabile ad una sola categoria di persone, criminalizzate a priori e non per i loro comportamenti sociali. Quando si infierisce, in maniera vessatoria e crudele (ad esempio con le disposizioni sugli agenti dei money transfer, obbligati a chiedere al migrante l’esibizione del permesso di soggiorno ed a segnalare gli irregolari alle autorità), sulle centinaia di migliaia di persone che permettono all’edilizia o all’agricoltura di sopravvivere e che, sfruttati, non potranno più denunciare i datori di lavoro perché passabili di arresto. Inasprite le pene per il favoreggiamento dell’ingresso irregolare in Italia, verranno colpiti, ad esempio, i pescatori che salvano i migranti in balia delle onde nel Canale di Sicilia, ma non i datori di lavoro che, alla fine del mese, denunciano gli irregolari per non pagare gli stipendi, sicuri del fatto che una nuovo gruppo sarà pronto a raccogliere arance per 2 euro l’ora o a spaccarsi le ossa nei cantieri dell’Expo di Milano. Le mostruosità del ddl non sono solo giuridiche e morali, ma anche pratiche. Continua a leggere

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