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Libia, che fare

Oggi il parlamento italiano “discuterà” dell’intervento internazionale in Libia. Le virgolette sono d’obbligo, visto che di dibattito vero tra opzioni diverse ce ne sarà poco, così com’è d’obbligo non solo provare a capire cosa sta succedendo ma anche chiedersi cosa potrebbero fare la nostra politica e i nostri partiti. Sono emerse finora diverse posizioni: quella dei favorevoli all’intervento tout court, soprattutto alla luce dell’approvazione dell’Onu e dell’urgenza umanitaria; quella di chi ha dato un sì condizionato come il documentarista Andrea Segre qui sotto; quella di chi dice “né con Gheddafi né con i bombardamenti” come il leader di SEL Nichi Vendola; quella della Lega che si preoccupa prevalentemente della lotta agli immigrati e agli sfollati. Vediamo di capirci di più, anche in vista della manifestazione di sabato, originariamente prevista sui temi dell’acqua pubblica e del nucleare ma che ora si sta allargando al fronte pacifista. Continua a leggere

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Libia. Un intervento del regista Andrea Segre

Che atteggiamento avere rispetto alla guerra in Libia? Se lo chiedono in molte e molti. Andrea Segre è uno che va ascoltato (qui la sua biografia), soprattutto perché di Libia si è già occupato con il suo documentario “Come un uomo sulla terra” che si occupava di Libia, immigrazione e accordi con l’Italia e che dipingeva una realtà che in molti hanno fatto finta di non vedere. Ecco quello che ha scritto lunedì.

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La debacle diplomatica europea

Catherine Ashton, alto rappresentante per la politica estera dell'UE

La dimostrazione dell’inesistenza di una diplomazia europea: è questo il solo effetto concreto che hanno avuto sulla sponda nord del Mediterraneo le rivoluzioni arabe in Egitto, Tunisia, Barhein, Libia. L’UE si è accontentata di prendere atto della caduta di alcune dittature “amiche”, senza riuscire a prendere la minima iniziativa; cerchiamo di capire le cause di un atteggiamento che tradisce imbarazzo ed egoismo.

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Le ragioni dell’amicizia tra Silvio B. e Gheddafi

Sulla visita di Gheddafi si è scritto e detto molto, soprattutto sui suoi aspetti esteriori come la lezione alle centinaia di giovani hostess e la conversione all’Islam di alcune di loro. Vale la pena invece leggere alcuni articoli per capire perchè, sotto questa patina mediatica, si celano temi molto importanti: i rapporti tra nord e sud del mondo e l’idea che ne ha il nostro governo; l’immigrazione; l’idea delle donne portata avanti dal colonnello, forse non troppo lontana da quella di alcuni politici di centrodestra; gli affari e la penetrazione di Silvio Berlusconi nel cuore del potere finanziario ed economico italiano. Continua a leggere

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D’Alema for Europe?

La novità più importante del Trattato di Lisbona corrisponde all’intenzione di unificare e rendere più efficace la politica estera e di sicurezza comune (Pesc) dell’Unione Europea. La responsabilità sarà ricoperta da un “Alto rappresentante”, un vero e proprio ministro degli Esteri europeo, che durerà in carica due anni e mezzo (art. 9E). Sarà anche vicepresidente della Commissione, per associare quest’organo alle decisioni del Consiglio Europeo e mettere fine a una dualità deleteria: “Mister Pesc” dovrà essere la sola voce d’Europa. Ma cosa potrà fare e chi potrebbe ricoprire quella carica?

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