Archivi tag: area metropolitana

Province, che farne?

Palazzo Valentini, oggi sede della Provincia di Roma. Immagine tratta da urloweb.com

Cosa accomuna Davide Bordoni, Massimiliano Smeriglio, Mariella Zezza ed Elsa Fornero? Militano in partiti diversi (PDL, SEL, Lista Polverini, “Partito Tecnico”) ma tutti e quattro sono i responsabili, per me che abito a Roma, in merito alle politiche del lavoro, a livello rispettivamente comunale, provinciale, regionale e nazionale. Se una fabbrica sta per chiudere, si attivano tutti e quattro e risolvono il problema. Se i diritti dei lavoratori sono messi in pericolo, tutti e quattro intervengono. Fantascienza? Ma è la realtà italiana che passa mesi a discutere se/come/quando abolire o accorpare le Province (o magari pure i Comuni) senza definire quali sono le competenze concrete di questi enti locali. Difficile pensare che i Fantastici 4 (o persino 5, ché in alcuni Municipi romani c’è pure lì qualcuno che se ne occupa) servano tutti.Ma se le cose non funzionano di chi è la colpa, di Bordoni o Smeriglio o Zezza o Fornero? Ecco, invece di perdere mesi e mesi sulle Province, cerchiamo di ragionare meglio… Continua a leggere

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Archiviato in democrazia e diritti, Roma

Roma2013: idee per non morire di traffico

Un immagine di un tram-treno, vettura che combina le caratteristiche e le possibilità di entrambi i mezzi. tratta da citirailways.it

Chi frequenta il centro storico di Roma forse se n’è accorto: sono iniziati da poco i lavori per il prolungamento del tram 8 da largo Argentina a piazza Venezia. I 400 metri (questa la distanza dal vecchio al futuro capolinea) di nuovi binari – da costruire in nove mesi e da inaugurare poco prima delle elezioni comunali del 2013 – saranno praticamente l’unica opera che la giunta Alemanno lascerà alla città nel campo del trasporto pubblico.

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Archiviato in Roma, urbanistica

Cultura e democrazia. Alcune idee per le politiche dell’area metropolitana.

Tre dati servono a spiegare meglio di ogni altra cosa lo stato della cultura oggi in Italia e la necessità di investire in questo campo. Il primo riguarda i tagli dei fondi pubblici, secondo la ricerca Symbola-Unioncamere, c’è stata una riduzione del 32,5% negli ultimi dieci anni. Il secondo dato riguarda la domanda delle famiglie in questo settore che è cresciuta di più del 24% nello stesso periodo. E’ un “consumo”, quello culturale, che non risente della crisi, eppure il sistema pubblico decide di non investire in questo campo. Il terzo dato ha a che fare anche con la democrazia di questo Paese: secondo l’Ocse, il 50,9% dei ragazzi e delle ragazze tra i 15 ed i 18 anni è al di fuori del “letteralismo”cioè legge, ma non capisce bene quello che legge. La cultura è sì un ottimo investimento economico (secondo i britannici ogni sterlina spesa in questo settore ne frutta 1,6 in ricavi) ma è anche una necessità imprescindibile per la cittadinanza: una ragazza o un ragazzo, così come degli adulti o degli anziani, che sono analfabeti funzionali sono anche dei cittadini di serie b. Continua a leggere

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La cultura strategica

Il 6 dicembre al Teatro Centrale Preneste abbiamo presentato l’asse cultura del Piano Strategico provinciale. E’ stata l’occasione per fare un primo bilancio della nostra azione e per riflettere più ad ampio raggio sul ruolo che la cultura e le industrie creative possono avere nella costruzione di un’area metropolitana migliore che esca dalla crisi con un nuovo modello di sviluppo economico.

Abbiamo scelto il Teatro Centrale Preneste perché ci sembrava significativo valorizzare un’esperienza di teatro della cosiddetta periferia consolidata, frutto di una collaborazione tra il VI Municipio e l’associazione A ruota libera.

Abbiamo presentato un documento aperto: l’asse cultura è una traccia di discussione, non un progetto finito calato dall’alto. Del resto è già il frutto del nostro impegno di questi tre anni, del lavoro con i comuni e le associazioni. Continua a leggere

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Ciò che è buono per i romani è buono per Roma, turismo incluso

Foto tratta da corriereromano.it

La politica romana, molto attiva nel gioco delle poltrone – si veda l’ultimo pasticciato rimpasto della giunta comunale -, sembra non avere grandi idee circa le prospettive da dare alla città. Certo, sono anche stati organizzati eventi che si volevano importanti, come gli “Stati generali della città”. Spente le luci della ribalta mediatica, di quelle iniziative sembra essere rimasto poco. L’attenzione ha finito per concentrarsi sui gravi fatti di cronaca che hanno segnalato l’emergenza criminalità organizzata, oppure su alcuni progetti di sviluppo dell’EUR piuttosto abborracciati. Insomma, il degrado complessivo della città è evidente più che mai.

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Se Roma vi sembra una città ricca

Per anni i giornali ci hanno parlato del boom dell’economia dell’area metropolitana di Roma. E, stando ai dati tradizionali, così è stato negli anni del fu “modello Roma” del centrosinistra romano: tra il 2001 ed il 2007, mentre Milano cresceva solo del 2,3% a Roma il Prodotto Interno Lordo aumentava del 9,3%. Tutti felici allora? Ai dati bisogna guardarci dentro e non bisogna disdegnare i nuovi indicatori come il BIL (Benessere Interno Lordo) di cui vi parleremo tra poco.

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