Le ragioni dell’amicizia tra Silvio B. e Gheddafi

Sulla visita di Gheddafi si è scritto e detto molto, soprattutto sui suoi aspetti esteriori come la lezione alle centinaia di giovani hostess e la conversione all’Islam di alcune di loro. Vale la pena invece leggere alcuni articoli per capire perchè, sotto questa patina mediatica, si celano temi molto importanti: i rapporti tra nord e sud del mondo e l’idea che ne ha il nostro governo; l’immigrazione; l’idea delle donne portata avanti dal colonnello, forse non troppo lontana da quella di alcuni politici di centrodestra; gli affari e la penetrazione di Silvio Berlusconi nel cuore del potere finanziario ed economico italiano.

1. Per capire il contesto storico e le ambizioni libiche dietro all’accordo col governo italiano la lettura migliore è l’articolo di Giampaolo Calchi Novati sul Manifesto. Non si tratta solo di recuperare l’onore ed essere risarciti per il colonialismo (cosa che ogni ex potenza coloniale avrebbe dovuto fare) quanto di ottenere dei fondi per costruire la Libia del dopo-petrolio. E poi dare un senso ad un regime che dell’ “antimperialismo” ha sempre fatto una sua ragione d’essere. Che poi le vittime, conclude Calchi Novati, di questo accordo siano gli immigrati che passano per la Libia è una tragica ironia: mentre si proclama di voler chiudere con il passato coloniale si uccidono i collegamenti umani tra nord e sud del mondo. Per chi ha lo stomaco forte, consigliamo la visione della video-inchiesta dell’Espresso che documenta la fine degli immigrati nel deserto del Sahara. Come se in Libia, nel nostro passato coloniale, non ci fossimo già macchiati di crimini orrendi ora abbiamo ripreso a fare del male.

2. L’estate scorsa, oramai lo abbiamo dimenticato, si cercava di ragionare sull’idea delle donne del nostro Presidente del consiglio  che usciva fuori dagli scandali sessuali in cui era coinvolto. L’idea era che il corpo delle donne, anche molto giovani, fosse diventato una merce di scambio nella corruzione politica e nella costruzione del potere del capo. Gli scandali sessuali non sono cessati, provocando danni anche a sinistra. Vale la pena leggere sul blog di Lorenzo Declich il discorso sulle donne che Gheddafi fece l’anno scorso all’Auditorium di Roma. Chissà se Berlusconi la pensa diversamente da Gheddafi su questo punto.

3. Una volta Berlusconi era un po’ un outsider nei salotti buoni della finanza e dell’economia italiane. Una volta appunto. Ora ha una partecipazione significativa in Mediobanca (luogo cruciale degli incroci tra finanza, banche e imprese) e sta costruendo, grazie anche alla liquidità di Gheddafi, un’alleanza con il colonnello libico, il produttore Ben Ammar e il banchiere Geronzi che gli permetterà di controllare pezzi importanti di Unicredit e Generali. Secondo Repubblica il giro d’affari della coppia Berlusconi-Gheddafi si aggira sui 40 miliardi. Un’opposizione seria avrebbe chiesto conto di tutto ciò e forse, in Parlamento, lo ha fatto ma non lo sapremo mai grazie al nostro sistema di informazione che viaggia sempre di più verso standard da regime semi-autoritario. (Ieri il TG4 spiegava come Gheddafi abbia portato nuova ricchiezza all’Italia e poi si dilungava su com’era limpido il cielo di Milano).

Un ultimo argomento di riflessione ha a che fare con le alleanze  internazionali del nostro Paese:alcuni tra i rapporti migliori sono quelli con la Libia, la Russia e altri regimi autoritari. Molto spesso sono rapporti cementati dalle relazioni personali del premier e dagli affari di alcune grandi imprese italiane.  Il fronte interno italiano si cementa anche con questa politica estera di cui quegli immigrati morti di sete nel Sahara sono le vittime finali.

(Mattia Toaldo)

2 commenti

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2 risposte a “Le ragioni dell’amicizia tra Silvio B. e Gheddafi

  1. Enrico

    C’è chi partecipa a guerre per accaparrarsi parte del bottino finale e chi stringe accordi con dittatori per portare a casa un po’ di liquidità.

    Mi chiedo se davvero siamo noi ad avere bisogno dei soldi dei libici o se servono unicamente a Silvietto e i suoi nuovi amici.

    A margine di tutto ciò l’unica considerazione che mi viene da fare è sul nostro futuro.
    La mia generazione pagherà il doppio prezzo: dovrà risanare l’ingordigia dei propri genitori che hanno dilapidato la ricchezza creata dai loro padri e indebitato i propri figli.
    Pagheremo, se saremo meno miopi dei nostri predecessori, il costo di una “ricostruzione” per dare un futuro alle prossime generazioni.

  2. Pingback: Libia, che fare | Italia2013

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